STATUTO ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE
“R.ETI. – associazione per la promozione delle Relazioni ETIche non-monogame”

 

Art. 1 – Costituzione, sede, durata, oggetto sociale

Ai sensi e per gli effetti della legge 7 dicembre 2000, n. 383, della L.R.Lazio n. 22/1999, e delle norme del codice civile e della legislazione vigente in tema di associazioni è costituita l’associazione di promozione sociale “R.ETI. – associazione per la promozione delle Relazioni ETIche non-monogame” che persegue il fine esclusivo della solidarietà sociale, umana, civile, culturale e di ricerca etica, in seguito per brevità chiamata “Associazione”.

L’Associazione ha sede in Roma; potranno inoltre essere istituite sedi secondarie, succursali e rappresentanze sul territorio nazionale con semplice delibera assembleare.

L’Associazione è disciplinata dal presente statuto e da eventuali regolamenti.

L’attività delle socie e dei soci è svolta prevalentemente a titolo gratuito. L’associazione, in casi di particolare necessità, potrà assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo alle proprie socie e soci.

L’Associazione ha durata illimitata.

L’Associazione non ha scopo di lucro, neanche indiretto, ed opera esclusivamente per fini di solidarietà sociale nei confronti delle socie, dei soci e dei terzi nel pieno rispetto della libertà e dignità degli stessi.

L’Associazione è apartitica e si atterrà ai seguenti principi: assenza di fine di lucro, democraticità della struttura, privilegiando il metodo del consenso ove possibile, elettività delle cariche associative nel rispetto del principio delle pari opportunità, gratuità delle cariche sociali.

L’associazione non si configura quale partito politico, associazione sindacale, professionale o di categoria, ovvero di tutela degli interessi economici delle socie e dei soci.

L’Associazione opera in maniera specifica prevalentemente con prestazioni non occasionali ed ha per scopo l’elaborazione, promozione, realizzazione di progetti volti a favorire la crescita di una comunità e lo sviluppo di una riflessione sulle non-monogamie etiche, ovvero basate sulla piena consapevolezza e consensualità di tutte le persone coinvolte, allo scopo di dare visibilità ai diversi modelli relazionali possibili ed evitando le stigmatizzazioni del contesto culturale comune, e allo stesso tempo mantenere un’adesione profonda alla visione etica che è alla base di questa riflessione, in contrapposizione ad un suo uso strumentale, per lo sviluppo e la promozione di una cultura del consenso e delle relazioni che su di essa si improntano.

Lo spirito e la prassi dell’associazione trovano origine nel rispetto dei principi della Costituzione italiana, che hanno ispirato l’associazione stessa e si fondano sul pieno rispetto della dimensione umana, culturale e spirituale della persona.

Per perseguire gli scopi sociali l’associazione in particolare si propone di:

  1. a) organizzare incontri (locali, nazionali e internazionali) centrati su uno spazio paritario nel quale sia possibile decostruire i modelli dominanti e conoscere, condividere, costruire autonomamente e sinergicamente con altre persone la propria consapevolezza nell’ambito di questa cultura;
  2. b) essere in contatto e proporre collaborazioni con le realtà presenti sul territorio che si occupino di cultura del consenso, orientamento sessuale, affettivo e relazionale, autodeterminazione e parità di genere;
  3. c) diffondere e promuovere l’educazione e la cultura del consenso sviluppando la riflessione sui valori e le pratiche femministe del partire da sé e dell’autodeterminazione;
  4. d) diffondere e promuovere il nesso filosofico esistenziale del fare e pensare, promuovendo azioni concrete e buone pratiche sul territorio, anche nazionale e internazionale, in grado di produrre, sviluppare e incentivare la libertà di espressione affettiva e relazionale di ogni individuo e ridurre sensibilmente la discriminazione di genere e di orientamento sessuale, affettivo e relazionale;
  5. e) di promuovere una condizione di benessere all’interno della comunità attraverso attività d’individuazione e prevenzione della comunicazione disfunzionale, prevaricatrice o aggressiva;
  6. f) essere luogo di aggregazione, confronto, scambio culturale, emotivo e creativo rivolto a minori e adulti, permettendo loro di uscire dall’isolamento e lavorare in direzione di una società di accettazione paritetica e relazionalmente libera;
  7. g) essere luogo di sostegno, solidarietà, forza e aiuto concreto per tutte le persone che vivono una condizione di disagio, emarginazione, discriminazione sociale o stereotipo basati sul sesso biologico, sull’identità di genere, sull’orientamento sessuale, affettivo e relazionale, sulle modalità di espressione della propria sessualità e sensualità, su stato relazionale, ceto sociale, nazionalità, razza, età, abilità fisica, professione;
  8. h) promuovere l’uso dell’arte e della cultura come mezzi di comunicazione, narrazione e riflessione, come forma di approfondimento e arricchimento della conoscenza tra le persone e i territori in cui vivono e come attività espressiva volta allo sviluppo della cultura del consenso e dell’’autodeterminazione e al superamento delle discriminazioni e degli stereotipi.

L’Associazione promuove altresì la formazione di figure professionali al fine di diffondere una maggiore conoscenza delle non-monogamie etiche e della cultura del consenso fra adulti in tutte le fasce d’età.

L’Associazione, per il raggiungimento dei suoi fini, intende promuovere varie attività, e in particolare:

  • promuovere, istituire e/o gestire incontri di scambio e confronto centrati su uno spazio paritario e caratterizzati da una comunicazione non prevaricante. Tali incontri potranno essere estemporanei o a cadenza fissa, aperti alle socie e soci e non, a carattere locale, nazionale o internazionale;
  • creare, organizzare e gestire una raccolta culturale e multimediale (biblioteca, videoteca, discoteca, sitografia) incentrata sui temi delle non-monogamie etiche, del consenso, dell’autodeterminazione, delle relazioni, della comunicazione;
  • promuovere, istituire e/o gestire attività culturali: proiezioni di film e documenti, presentazioni di libri, dibattiti, seminari tematici;
  • promuovere, istituire e/o gestire attività di studio, scientifiche e di ricerca ed editoriale: giornate di studio, incontri, seminari, convegni, conferenze, dibattiti, pubblicazione di un bollettino, pubblicazione di libri, di atti di convegni, di seminari, nonché degli studi e delle ricerche scientifiche compiute, in ambiti socio-psico-educativo, culturale e artistico;
  • promuovere, istituire e/o gestire attività di formazione: ideare e realizzare programmi formativi, attività formative, corsi di aggiornamento teorico/pratici, realizzare e promuovere corsi di formazione professionale per operatori del sociale, per operatori della relazione di aiuto, per gli organismi istituzionali e non, del pubblico e del privato, interessati ad avviare attività affini a quelle dell’associazione;
  • promuovere programmi e realizzare progetti di comunicazione, educazione allo sviluppo, educazione psico-affettiva, rivolti soprattutto ai giovani anche nell’ambito scolastico e nelle agenzie educative e ricreative, incrementare la conoscenza e la partecipazione delle comunità ai processi di promozione del benessere attraverso programmi di comunicazione e sensibilizzazione, svolgere la propria attività sul territorio locale, nazionale e internazionale, attraverso contributi e finanziamenti provenienti ed erogati a livello nazionale ed internazionale da amministrazioni pubbliche, enti pubblici e privati e dall’Unione Europea;
  • promuovere e facilitare gruppi di “auto mutuo aiuto”
  • aderire ad iniziative aventi scopi analoghi alle proprie, promosse da altre organizzazioni con finalità simili a quelle dell’associazione;
  • fare attività di fundraising o, occasionalmente, raccolte pubbliche di fondi anche mediante offerte di beni di basso valore materiale.

L’Associazione potrà inoltre svolgere qualsiasi altra attività culturale o ricreativa e potrà compiere qualsiasi operazione economica o finanziaria, mobiliare o immobiliare, per il migliore raggiungimento dei propri fini.

Art. 2 – Socie e soci

Possono far parte dell’Associazione le persone fisiche e giuridiche che ne condividono gli scopi. Le socie e i soci sono tenuti alla corresponsione di una quota associativa annuale nella misura fissata dal Consiglio Direttivo, alla partecipazione concreta e continuativa alla vita associativa, nonché al rispetto dello Statuto, delle deliberazioni prese dagli organi sociali e di eventuali Regolamenti.

Ai fini dell’adesione all’Associazione, chiunque ne abbia interesse può presentare domanda scritta e motivata al Consiglio Direttivo, che provvede all’ammissione sulla base delle motivazioni esposte dal richiedente.

Contro l’eventuale diniego di ammissione, motivato, è possibile proporre appello all’Assemblea.

Non è ammessa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa.

I soci e le socie possono essere:

  • Fondatori: le persone fisiche o giuridiche che hanno firmato l’atto costitutivo;
  • Operativi: le persone fisiche che aderiscono all’associazione prestando una attività prevalentemente gratuita e volontaria;
  • Onorari: le persone fisiche e giuridiche e gli enti che abbiano acquisito particolari meriti per la loro opera a favore dell’associazione;
  • Sostenitori: tutti coloro che contribuiscono agli scopi dell’associazione con conferimento di denaro o in natura.

L’esclusione viene decisa dall’Assemblea, con una maggioranza di almeno due terzi, a seguito di:

  • mancato versamento, entro sei mesi, della quota di iscrizione annuale;
  • assenza ingiustificata a tre assemblee consecutive;
  • svolgimento di attività incompatibili con gli scopi e/o principi ispiratori dell’Associazione;
  • constatata violazione delle norme statutarie o delle deliberazioni degli organi dell’Associazione.

Gli associati che, comunque, abbiano cessato di appartenere all’Associazione per le ragioni sopra elencate, non possono richiedere la restituzione dei contributi versati e non possono vantare alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione.

La qualità di socia o socio si perde inoltre per le seguenti cause:

  • recesso volontario comunicato per iscritto al o alla Presidente dell’Associazione;
  • morte.

Le quote e i contributi associativi sono intrasmissibili e non sono rivalutabili.

Contro il provvedimento di esclusione è possibile proporre appello in Assemblea.

L’ordinamento interno dell’Associazione è ispirato a criteri di democraticità ed uguaglianza dei diritti di tutti i soci e le socie, le cariche associative sono elettive e sono eleggibili le socie e i soci non fondatori che abbiano un’anzianità associativa di almeno due anni solari, salvo deroga decisa a maggioranza dal Consiglio Direttivo. Ai soli fini dell’elezione delle cariche sociali hanno diritto di voto i soci che abbiano un’anzianità associativa di almeno quattro mesi.

Art. 3 – Organi dell’Associazione

Sono organi dell’Associazione:

  • l’Assemblea delle socie e dei soci;
  • il Consiglio Direttivo;
  • il Presidente.

È inoltre facoltà dell’Assemblea nominare un Collegio Sindacale o un Revisore dei conti.

Tutte le cariche elettive sono gratuite, è ammesso il solo rimborso delle spese.

Art. 4 – L’Assemblea delle socie e dei soci

L’Assemblea è organo deliberante e sovrano dell’Associazione. Di essa fanno parte tutte le persone associate  in regola con i pagamenti delle quote associative.

Le sue deliberazioni, assunte in conformità col presente statuto, vincolano tutte le persone associate.

Essa è convocata dalla o dal Presidente almeno una volta all’anno e tutte le volte che sia necessario, ovvero quando ne faccia richiesta almeno un decimo delle socie e dei soci. La convocazione è fatta mediante avviso scritto, anche a mezzo email, almeno dieci giorni prima, con indicazione del luogo, dell’ora e degli argomenti all’ordine del giorno.

In particolare, l’Assemblea delibera sull’approvazione del Bilancio e sulla nomina del Consiglio Direttivo.

L’Assemblea ordinaria delibera inoltre:

  • sui criteri di conduzione e gestione dell’Associazione, cui il Consiglio Direttivo deve attenersi nello svolgimento delle sue funzioni;
  • in ordine alla costituzione di eventuali comitati tecnici e scientifici con funzioni consultive e ne determina le modalità di organizzazione e di funzionamento;
  • sull’eventuale costituzione del Collegio Sindacale o del Revisore dei conti;
  • sugli altri oggetti attinenti alla gestione dell’Associazione, riservati alla sua competenza dal presente statuto o dalla legge o sottoposti al suo esame dal Consiglio Direttivo;
  • circa l’importo delle quote associative;
  • disposizioni regolamentari per la disciplina di attività e procedure su materie di sua competenza.

L’Assemblea inoltre, ha facoltà di produrre uno o più regolamenti interni per il buon funzionamento dell’Associazione.

In prima convocazione l’Assemblea è validamente costituita con la presenza della metà più uno delle socie e dei soci; in seconda convocazione è validamente costituita con qualsiasi numero di socie e soci presenti. Ciascuna socia e socio può intervenire personalmente o per il tramite di un’altra socia o socio attraverso delega scritta. Una socia o un socio non può ricevere più di una delega.

L’Assemblea delibera con la maggioranza più uno delle socie e dei soci presenti sia in prima che in seconda convocazione.

L’Assemblea straordinaria delle socie e dei soci può modificare il presente Statuto a condizione che ad essa partecipi la maggioranza degli stessi e che la delibera di modificazione sia assunta con il voto favorevole dei due terzi dei presenti. Per deliberare lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti delle socie e dei soci.

I verbali delle Assemblee sono redatti da un/una segretario/a nominato/a all’atto della costituzione delle adunanze e da questi controfirmati insieme al Presidente. Tali verbali sono custoditi presso la sede sociale.

Art. 5 – Il Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo è l’organo di amministrazione e di indirizzo dell’attività dell’Associazione.

Il Consiglio Direttivo è composto da un numero di componenti variabile da tre a cinque e comunque sempre in numero dispari. I suoi componenti sono nominati dall’Assemblea delle socie e dei soci e scelti tra associate ed associati.

Il Consiglio direttivo dura in carica tre anni.

Il Consiglio Direttivo elegge al suo interno una o un Presidente  ed una o un Vice Presidente; inoltre, se lo ritiene necessario, può eleggere al suo interno una o un Tesoriere.

Qualora un componente del Consiglio Direttivo cessi anticipatamente la carica per qualsiasi motivo, il Consiglio può designare una sostituta o un sostituto che rimarrà in carica fino alla scadenza dell’intero Consiglio.

La sua nomina verrà ratificata dall’Assemblea dei soci e delle socie alla prima riunione utile. Qualora venga meno, nel corso di un mandato, la maggioranza dei Consiglieri e delle Consigliere in carica, l’intero consiglio decade e si procede alla convocazione straordinaria dell’Assemblea.

Il Consiglio Direttivo è convocato, ogni qualvolta si manifesti la necessità, dalla o dal  Presidente e, in caso di suo impedimento, dalla o dal Vice Presidente, senza obblighi di forma purché con mezzi idonei, almeno dieci giorni prima della riunione; in caso di urgenza il predetto termine può essere ridotto a cinque giorni.

Il Consiglio Direttivo deve ritenersi validamente convocato anche su richiesta scritta e motivata di almeno due dei suoi componenti effettuata nei termini di cui sopra.

Le riunioni del Consiglio sono valide se risultano presenti almeno la metà dei suoi componenti (compreso il Presidente) e questi rappresentino la maggioranza semplice delle componenti. Il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza dei presenti.

Delle riunioni del Consiglio viene redatto, su apposito libro, il relativo verbale, sottoscritto dalla o dal Presidente e dalla Segretaria o dal Segretario della riunione.

Il Consiglio può riunirsi validamente anche in audio o audio/video conferenza o telefono o altro mezzo idoneo consentito dalla legge italiana.

Il Consiglio può designare al proprio interno un Comitato Esecutivo, composto al massimo da tre componenti compresa la o  il Presidente del Consiglio Direttivo, definendone i compiti. Parimenti il Consiglio può designare un Comitato Scientifico o altro Comitato a carattere consultivo, i cui componenti possono essere anche esterni al Consiglio Direttivo, definendone composizione e compiti.

Le consigliere e i consiglieri decadono dalla propria carica con le stesse modalità previste per le socie e i soci.

Il Consiglio Direttivo promuove, indirizza e dà attuazione agli scopi dell’Associazione ed è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione stessa, in conformità alla legge e allo statuto e salvi i poteri degli altri organi dell’Associazione.

Ad esso spettano tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, quali, in via esemplificativa e non tassativa, i poteri di accettare donazioni, liberalità e lasciti, richiedere ed incassare contributi, assumere obbligazioni, riscuotere crediti e pagare debiti, compiere operazioni di banca, richiedere finanziamenti prestando tutte le necessarie garanzie, concludere e risolvere contratti compresi quelli di lavoro, acquistare ed alienare diritti di qualsiasi natura su beni mobili ed immobili, stipulare convenzioni e contratti con enti pubblici o privati o con singoli individui.

Il Consiglio Direttivo ha altresì le seguenti responsabilità:

  1. a) impostare ed approvare le principali politiche ed i programmi dell’Associazione in coerenza con i criteri stabiliti dall’Assemblea;
  2. b) assicurare un’efficace direzione strategica dell’Associazione;
  3. c) curare la predisposizione dei Bilanci consuntivi annuali garantendone la coerenza con le linee guida strategiche;
  4. d) garantire l’integrità legale, etica e finanziaria, e mantenerne la trasparenza;
  5. e) promuovere le attività dell’Associazione al fine di garantire un ampio riconoscimento e supporto da parte dell’opinione pubblica;
  6. f) curare la formulazione di eventuali proposte di modifiche statutarie da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;
  7. g) proporre la nomina, da parte dell’Assemblea, dei componenti del Collegio dei Sindaci o del Revisore dei conti;
  8. h) promuovere l’assunzione, in generale, di qualsiasi provvedimento necessario al buon funzionamento dell’Associazione, che non sia per legge o per statuto demandato all’Assemblea.

Art. 6 – La o il  Presidente

Alla o al Presidente, eletto dall’Assemblea delle socie e dei soci, spetta la rappresentanza legale dell’Associazione di fronte ai terzi ed in giudizio.

In caso di assenza o impedimento viene sostituito dalla o dal Vicepresidente eletto all’interno del Consiglio Direttivo.

La o il Presidente convoca l’Assemblea, convoca e presiede le riunioni del Consiglio Direttivo.

Art. 7 – Il Collegio Sindacale o il Revisore dei conti

È facoltà dell’Assemblea costituire un Collegio Sindacale o nominare una o un Revisore dei conti. Tale Organo, se costituito, vigila sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed in particolare sull’adeguatezza dell’assetto amministrativo e contabile adottato dall’Associazione e sul suo corretto funzionamento.

Il Collegio Sindacale è composto da tre componenti.

Il Collegio Sindacale o il Revisore dei conti sono nominati dall’Assemblea tra persone di adeguata professionalità.

I componenti del Collegio Sindacale o il Revisore dei conti durano in carica tre anni, salvo dimissioni o revoca da parte dell’Assemblea.

Il Collegio Sindacale o il Revisore dei conti rendicontano la propria attività in apposita relazione che deve essere messa a disposizione dei soci e delle socie contestualmente al bilancio consuntivo e prima dell’approvazione da parte dell’Assemblea.

Le e i componenti del Collegio Sindacale o il Revisore dei conti possono essere invitati a partecipare alle sedute dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo.

Art. 8 – Bilancio consuntivo e preventivo

Il Consiglio Direttivo predispone la bozza dei bilanci preventivo e consuntivo da sottoporre all’assemblea per la relativa approvazione.

Il bilancio consuntivo si compone di un rendiconto economico-finanziario relativo all’esercizio sociale che va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno e deve essere approvato a maggioranza dall’Assemblea entro e non oltre 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio.

È vietata la distribuzione anche indiretta di proventi, utili o avanzi di gestione; gli eventuali utili o avanzi di gestione dovranno essere reinvestiti ed impiegati a favore delle attività istituzionali previste dal presente Statuto.

Il Bilancio preventivo è approvato a maggioranza dall’Assemblea entro e non oltre 120 giorni dall’inizio dell’anno a cui si riferisce.

I Bilanci devono restare depositati presso la sede sociale per i quindici giorni precedenti le assemblee che li approvano, a disposizione di tutti coloro che abbiano motivati interessi di consultazione.

Art. 9 – Risorse economiche e patrimonio dell’Associazione

Le risorse economiche e il patrimonio dell’Associazione, utilizzabili unicamente per l’esercizio delle sue attività statutarie, sono costituiti da:

  1. a) quote e contributi delle socie e dei soci e da erogazioni liberali delle socie e dei soci e di terzi;
  2. b) eredità, donazioni, lasciti testamentari e legati;
  3. c) contributi di enti pubblici finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari;
  4. d) entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati, ovvero entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al funzionamento dell’associazione, quali feste e sottoscrizioni anche a premi;
  5. e) proventi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi rese agli associati e a terzi, anche nell’ambito di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiari e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;
  6. f) altre entrate compatibili con le finalità sociali;
  7. g) quote di imposte o tasse che per legge siano destinabili a sostegno del volontariato e delle organizzazioni di promozione sociale;
  8. h) da eventuali fondi di riserva, costituiti con le eccedenze di Bilancio.

È fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale per tutta la durata della vita dell’Associazione a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o effettuate a favore di altre associazioni con caratteristiche similari che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima e unitaria struttura.

È comunque fatto obbligo all’Associazione di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle a esse direttamente connesse.

Art. 10 – Convenzioni

L’Associazione può stipulare convenzioni con enti e organismi internazionali (Nazioni Unite, Unione Europea, etc.), nazionali (Stato, Regioni, Enti Locali, etc.) e altri soggetti giuridici pubblici e privati ed i loro Consorzi, per la realizzazione di specifiche attività, conformi agli obiettivi dell’Associazione.

L’Associazione ha facoltà di chiedere sovvenzioni, finanziamenti, sponsorizzazioni a soggetti pubblici e privati e conseguentemente provvedere attraverso il proprio Presidente ad incassare le somme elargite rilasciando quietanza liberatoria per esonero di responsabilità.

Art. 11 – Responsabilità patrimoniale

L’Associazione risponde con i propri beni dei danni causati per l’inosservanza delle convenzioni stipulate.

L’Associazione, previa delibera del Consiglio Direttivo, può assicurarsi per i danni derivanti da responsabilità contrattuale ed extracontrattuale dell’Associazione stessa.

Art. 12 – Scioglimento dell’Associazione

In caso di scioglimento dell’associazione l’Assemblea provvede alla nomina di uno o più liquidatori, anche non associati.

Il patrimonio residuo sarà devoluto ad altra associazione di promozione sociale, e comunque a fini di utilità sociale, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Art. 13 – Disposizioni finali

Per quanto non espressamente previsto nel presente statuto si fa riferimento alla legge 7 dicembre 2000, n. 383, alla L.R.T. 42/2002, alle norme del Codice Civile e alla normativa vigente in materia.